la PUBBLICITA’ LESIVA

La pubblicità

Questo particolare tipo di comunicazione mediatica, diventato un vero e proprio genere televisivo, possiede numerose caratteristiche in grado di attirare un pubblico giovane, ma non solo: velocità delle immagini, allegria delle musiche, presenza di personaggi famosi con cui identificarsi, e elementi in grado di facilitare la memorizzazione: la possibilità di identificarsi; il clima felice (pensiamo all’immagine rassicurante della famiglia del mulino bianco); lo sviluppo di piccole avventure, fatte di animali parlanti, coraggiosi esploratori, giovani principi e principesse; il ritmo breve che ben si adatta ai tempio di attenzione del bambino; la ripetizione che rende lo spot un sottofondo quotidiano.

Per saperne di più leggi l’articolo di Giulia Rosoni

 

Quali sono le caratteristiche della pubblicità lesiva della dignità della persona?

 “Le immagini violente, volgari e irrispettose della dignità femminile sono un danno per le donne e per l’intera società”

Attraverso l’uso e l’abuso degli stereotipi sessisti la pubblicità contribuisce a creare terreno fertile per la violenza contro le donne e pone dei limiti nella realizzazione della parità di genere.

Occorre, dunque, promuovere una comunicazione capace di superare gli stereotipi di genere e promuovere la parità tra donne e uomini a tutti i livelli dell’istruzione e della formazione, nonché nella vita lavorativa, politica ed economica e nella partecipazione ai processi decisionali.

 

E’ sessista una campagna che usa il corpo femminile (ma sempre di più anche quello maschile) come strumento di appeal sessuale per promuovere in modo non pertinente un prodotto (un pannello solare, un cibo, un programma software). Ma è sessista anche usare in maniera intensiva stereotipi che riducono l’identità delle donne all’essere “casalinghe” e basta. E’ sessista la comunicazione che non mostra le donne come persone ma solo come automi che curano la casa e seducono.

 

Analizzare un’immagine lesiva